domenica 17 aprile 2011

TO DO 6...A

IL SUCCESSO DELL’ARCHITETTURA NEL MONDO: 1988-2000
Dalla mostra del decostruttivismo al Guggenheim di Bilbao

IL MONDO DECOSTRUITO

Nel 1988 a New York si apre la mostra del “decostruttivismo” (Deconstructivist Architecture), la quale influenzerà in modo decisivo l’orientamento futuro delle opere realizzate e del dibattito architettonico. Ad essa partecipano importanti personalità: Peter Eisenman, Zaha Hadid, Frank Gehry, Coop Himmelb(l)au, Prix – Swiczinsky – Holzer, Bernard Tschumi, Daniel Libeskind e Rem Koolhaas. Il nuovo orientamento si riflette nelle parole frammentazione, dinamismo ed anticlassicismo; ed è proprio la parola “decostruttivismo” a suggerirci il principio del nuovo operare, ovvero modificare (decostruire) il significato del vecchio, del preesistente e della norma classica e convenzionale.
Il nuovo “ismo” deriva dalla necessità di rinnovare le forme per mantenere in tensione l’architettura e farle avere peso nella società. A tutto questo si intreccia la nuova fase storica che vede grandi cambiamenti non solo dal punto di vista della geopolitica ma anche da quello economico.
Un ruolo decisivo viene assunto dalla comunicazione e dall’informazione. Il sociologo statunitense Alvin Toffler sosteneva in un libro che ci si trovava nella cosiddetta “terza ondata” in cui l’informazione aveva un ruolo cruciale nell’economia e nella società; essa è quel valore aggiunto che rende competitivo ogni bene sia materiale che immateriale.
Nell’architettura troviamo infatti il passaggio dal funzionalismo all’informazione (dall’”esisto in quanto funziono” all’”esisto in quanto informo” ).
Le città entrano quindi in competizione, trasformandosi in centri di attività terziarie,del tempo libero e della cultura per cercare di attrarre il più possibile residenti e visitatori .
Parigi con i suoi Grand Projects è il capofila di quest’orientamento; ma anche la Spagna, e soprattutto Barcellona presenta una grande produzione di opere ( Miralles e Pinòs ).

ARCHITETTURA ED INFORMAZIONE

DANIEL LIBESKIND – Museo ebraico, Berlino 1989-99

 

Capacità di rompere, di estendersi, di muoversi nello spazio “schizzando, lacerando, zigzagando”. La realtà può essere vista come costante interconnessione di strati e di sistemi; percezione di un mondo lacerato.

STEVEN HOLL- Kiasma, Helsinki 1993 - 98

¾    Comunicazione mediante rimandi metaforici (chiasma)
¾    Importanza primaria dell’idea forza
¾    Uso degli spazi vuoti
¾    Importanza al sito (la manipolazione dei volumi parte dall’esterno)
¾    Concetto di mixitè e di antizoning

MIXITÈ E ANTIZONING

RENZO PIANO - POSTDAMER PLATZ
Rappresenta l’esempio per eccellenza del nuovo modo di operare nella città in cui assumono rilevanza due grandi questioni:
  1. BROWN AREAS , ovvero aree dimesse, svuotate progressivamente dagli usi industriali (a causa delle dislocazione delle produzioni), che aprono nuove opportunità di utilizzo e quindi nuovi spunti di ricerca.
  2. Riconsiderazione dei rapporti tra architettura e natura, tramite risarcimenti di naturalità.
Renzo Piano affronta questi due temi introducendo il concetto di anti-zoning .
Con l’avvento della società dell’informazione le funzioni che prima erano rigidamente divise (zoning) sono ora sovrapposte e intrecciate (mixitè)
NON VI SONO PIÙ ZONE PREDEFINITE, MA UN CONTINUO INTRECCIO DI USI.

NUOVE SCOPERTE
SANTIAGO CALATRAVA – Il movimento

Intraprende il percorso inverso dei grandi architetti-ingegneri (Nervi , Morandi) ovvero invece di considerare la forma come sublimazione più alta del calcolo, quest’ultimo viene considerato come strumento per ottenere la forma: L’ingegneria diventa un mezzo per dare forma alla ricerca spaziale.
Ma il tema centrale e nuovo introdotto da Calatrava è il movimento delle strutture; origine delle sue opere è infatti l’amore per le strutture vegetali e anatomiche ovvero strutture dinamiche, in costante movimento.
















REM KOOLHAAS – Casa Floriac, Bordeaux 1994-98


Koolhaas si confronta con un cliente portatore di handicap; trova una soluzione innovativa creando non l’ovvia circolazione attraverso una rampa, ma fa in modo che un’intera parte della casa di possa muovere.

LA TRASPARENZA SOGGETTIVA E LA SUPERFICIE PROFONDA
JEAN NOUVEL – Fondazione Cartier, Parigi 1991 - 94


L’uso del vetro e delle superfici trasparenti non costituiscono un’applicazione del funzionalismo ma un suo superamento in quanto la trasparenza non è più legata alla oggettività della macchina ma alla soggettività dei media e della comunicazione contemporanea. La trasparenza diventa quindi ipersoggettiva e illusionista.







HERZOG E DE MEURON – Cabina di manovre ferroviarie, Basilea 1994-97


Non considerano la superficie esterna come un tema superficiale, ma come un profondo campo di studio e di riflessione.

LA SUPERFICIE ESTERNA NON È UNA SEMPLICE CHIUSURA MA DIVENTA DECISIVA NEL RAPPORTO TRA ARCHITETTURA ED AMBIENTE CIRCOSTANTE.







L’IN – BETWEEN
BERNARD TSCHUMI- Centro le Fresnoy per le Arti contemporanee,Tourcoing 1991-97


Nuova potenzialità degli spazi interstiziali ; Tschumi lavora infatti in sezione e non in planimetria. Applicazione del concetto di layering ovvero divisione del progetto in più strati autonomi. Relazione tra il passato industriale (corpo meccanico) e il presente elettronico e dei media (movimenti fluidi).





LE DANZE D’ARCHITETTURA DI FRANK GEHRY E LO SPAZIO SISTEMA




Gehry concepisce gli spazi come una scena teatrale la quale è in continua trasformazione poichè i volumi (personaggi) sembrano muoversi e ballare. L’edificio vive anche senza fruitori ; quest’ultimi vengono invitati ed accompagnati attraverso spazi vivi, aperti e gioiosi.
Gehry sposta il suo interesse dalla bidimensionalità alla scultura e dalla linea retta alla parabola, all’arco, introducendo il concetto di “traiettoria”.


Umberto Boccioni - Muscoli in velocità


Le opere chiave di questi concetti sono il Museo Guggenheim di Bilbao e la concert Hall Disney a Los Angeles, costituite da un intrecciarsi ed irradiarsi nello spazio di superfici e linee curve. I temi della plastica futurista sono qui totalmente penetrati all’interno dell’architettura.

Le parole chiave delle architetture di gehry sono : traiettoria, allusività simbolica e urbanscape (Gehry dimostra che tramite una concezione plastica, simbolica e urbana si possa rivalutare un’area di basso valore).

Con Gehry si assiste al passaggio dallo spazio organico (spazio conformato secondo la funzione che è chiamato ad assolvere ) e SPAZIO SISTEMA ;la creazione di uno spazio non è più basata solo sul suo funzionamento interno ma dipende da diverse considerazioni ( l’ ambiente circostante, lo spazio, l’espressività etc..) concepite come equazioni indipendenti direttamente concatenate.


Auditorium Disney, Los Angeles 1988 - 2002


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